La montagna e la città – Dove si fanno le prime scoperte e si distinguono due vie
La montagna non è solo uno scenario: è una maestra severa e generosa. Ti costringe a guardarti dentro, a confrontarti con i tuoi limiti, a gioire per le piccole cose. È per questo che ho deciso di raccontarvi la mia vita quassù, non per insegnare, ma per condividere.
Ogni storia che leggerete è vera, e ognuna porta con sé un pezzo di roccia, di vento, di sorriso incontrato sul sentiero.
E se vi sembrerà che alcune pagine parlino anche di voi non stupitevi: la montagna, quando ti chiama, non distingue chi sei.
È vero, della città so quel poco che mi raccontano gli ospiti che frequentano la montagna. Ammetto subito, quindi, le mie lacune quando mi capita di parlarne. Le città -e ancor più le metropoli- sono, di norma, sinonimo di lavoro, cultura, benessere economico. Ma anche di frenesia, rumore e cemento. Se milioni di persone hanno scelto di vivere insieme in spazi ristretti chiamati “città”, e continuano a farlo ancora oggi, è senza dubbio perché vi trovano vantaggi concreti.
Temo però che i benefici più grandi siano andati, come spesso accade, ai potenti di turno, capaci di costruire recinti eleganti per addomesticare i propri sudditi -più o meno consapevoli- in un ambiente ovattato, regolato, contenuto. Un tempo la manodopera degli schiavi implicava anche catene e gabbie per
contenerli. Oggi per fortuna le catene non esistono più ma i potenti continuano ad avere bisogno di manodopera e per mantenersela vicina e tranquilla cercano di viziarla con mille comodità, le moderne catene.
La vita fuori dal recinto -fuori dalle mura delle città medievali, fuori dalle metropoli moderne- è forse più incerta, più scomoda, ma certamente più vera. Anche la montagna, ormai, ha i suoi recinti, ma le loro reti hanno maglie più larghe. Sicuramente, sia in città che in campagna -così come in molti altri
luoghi- esistono spazi di libertà. Ma io vi parlerò di quelli montani, che conosco meglio, di quei luoghi d’altura dove il respiro si fa più ampio e il tempo sembra rallentare…
Daniele Pieiller, capitolo Il Bosco dal libro “Camminando le Terre Alte”