I pascoli – parte seconda

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Rebel Park

22 Giugno 2026

La montagna sincera – parte seconda

La montagna sincera l’ho trovata a Bionaz, in Valpelline. Un villaggio di circa 200 anime, abbarbicato in fondo a una valle laterale della Valle d’Aosta, tanto autentica quanto dura. È il paese natale di mia madre, che da giovane è stata “rapita” da mio padre che la portò a Fénis, un altro luogo affascinante con misteri ancora da svelare, come la lingua parlata dai suoi abitanti tutt’oggi, un dialetto incomprensibile anche dagli altri “patoisan” valdostani. Io, da bambino, passavo solo l’estate a Bionaz, in un mayen costruito dai miei nonni, in un luogo isolato senza elettricità, con il bagno fuori -due assi di legno con un buco, sospese sulla letamaia-. La prima scuola di adattamento.

Bionaz, per me, non è solo un paese: è un’idea di mondo. Qui abbiamo ghiacciai a perdita d’occhio, cime che sfiorano i quattromila metri come la Dent d’Hérens, uno dei torrenti più importanti della Valle d’Aosta, un fiore endemico unico al mondo e anche una farfalla mai vista nel resto della Valle d’Aosta. Ma la cosa che più mi fa sorridere è che abbiamo una densità di popolazione più bassa della Patagonia: loro tre abitanti per chilometro quadrato, noi uno e mezzo.

Quando mi sono chiesto se ci fosse un’alternativa alla monocultura dello sci, la risposta è arrivata da qui. Per un anticonformista come me, era fondamentale trovare un’altra via. Non per ribellione sterile, ma per coerenza.

Mi chiedevo: può esistere una montagna che non rincorra i modelli delle città? Dove la vita non sia una replica in scala ridotta di ciò che già troviamo in pianura?

Mi sono risposto da solo: sì, ma bisogna saperla vedere.

Non la trovate sui cataloghi patinati né nei video sponsorizzati. Questa montagna bisogna camminarla, ascoltarla. Serve pazienza, serve tempo.

Daniele Pieiller, capitolo I Pascoli dal libro “Camminando le Terre Alte”